Piadina Mon Amour: assaporando streetfood italiano al Bar Ilda e alla Casina del bosco

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Per alcuni di voi potrebbe essere scontato, ma ancora prima di iniziare ci teniamo a fare una precisazione: la piada senza strutto non esiste. Senza strutto non è piadina, è un’altra cosa. Per cui diffidate di chiunque vi proponga la variante all’olio, magari tronfio del fatto che sia fatta con extravergine d’oliva e quindi più leggera e sana. Non è piadina, è un’altra roba (termine volutamente generico per indicare qualcosa di non definibile). Premesso ciò… perché questo mon amour nel titolo, vi chiederete? È presto detto: chi scrive è diventata emiliana (e anche un pochino romagnola) per amore e per questo nel frigo, oltre alle acciughe, mia smodata passione, non manca mai LEI, la regina del cibo di strada dell’Adriatico. Mi chiedo come abbia fatto a vivere senza per così tanto tempo…

Mille e un ripieno, una sola ricetta

Dal Lido delle Nazioni a Cattolica, da Forlì all’Adriatico, non c’è bar, chiosco o baretto sulla spiaggia e non, che non proponga la piadina ripiena con le farciture più svariate. Gli ingredienti di quella che è probabilmente la regina dello street food italiano sono quattro, non uno di più: farina, acqua, strutto e sale. Una volta fatto riposare, l’impasto si stende e si può realizzare un disco più o meno alto. E qui noi alziamo le mani, perché non esiste una vera e propria regola: a Riccione la piada è più sottile, nella zona di Forlì è più alta. Quale sia la migliore? De gustibus, dicevano i latini. Ora, la ricetta sembra semplice, ma vi assicuriamo che ottenere un buon risultato non è così scontato. Per cui, quando prendete una piadina, ritagliatene un pezzetto senza farcitura e provatelo, perché la vera piada, quella fatta a regola d’arte, è buonissima anche così com’è.

 

E se la ricetta per la base è una sola, infiniti sono i sapori che possono esaltarla. Noi vi parliamo della combinata più classica, cioè la triade prosciutto crudo, naturalmente di Parma, rucola – e se fosse quella selvatica un po’ piccantina sarebbe il massimo – e squacquerone, il formaggio a pasta molle che ricorda la crescenza ma è ancora più morbido e acquoso. Dopo aver assaggiato questa potrete sbizzarrirvi! 

 

Bar Ilde e Casina del Bosco: due garanzie per gli amanti della piadina romagnola!

Vi abbiamo fatto venire un po’ di voglia? Vorreste sapere dove mangiare la piadina più buona del mondo? Ci verrebbe voglia di chiedere noi a voi dove l’avete provata – anzi lo facciamo, scriveteci! – nel frattempo vi diamo un paio di dritte.

Il primo posto che ci sentiamo di consigliarvi è lo storico Bar Ilde, sul Colle di Covignano,  che ci ha fatto scoprire la prima volta un’amica riminese. Era il suo dopo discoteca di quando era ragazza, quando le piade, mangiate alle prime ore del mattino, avevano un sapore ancora più speciale. Negli anni ’80 e ’90 la zona ha infatti vissuto un’intensa vita notturna grazie alle discoteche limitrofe.
L’intera attività ruota intorno alla piada, che viene proposta con oltre 100 tipi di farciture diverse!

Il secondo è un chiosco, La Casina del Bosco, che negli anni si è ingrandito, senza per questo perdere la genuinità che lo ha reso famoso. Il locale si trova vicinissimo al mare, in prossimità della famosa fontana dei Quattro Cavalli. “Piadina fatta con amore” è il suo motto. Le piadine sono realizzate secondo la tradizione romagnola, pur senza rinunciare all’innovazione, sia per quanto riguarda la ricerca di nuove farine e soluzioni volte alla salute dei clienti.

E allora, su: qual è la vostra preferita?

Contatti e orari di apertura

Bar Ilde – via Covignano 245, Rimini

Sito web www.barilde.it

Facebook @barilde1958 

Instagram @bar.ilde

 

La Casina del Bosco – Viale Antonio Beccadelli 15, Rimini  

Facebook @casinadelbosco
Instagram @casinadelbosco

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